this is my blog this is my work this is my design

17 ottobre 2005


wel(l)...come back to design. This is a masterpiece of simplicity. Clear lines for cubic dimension to form a piano, a piano designed for korg italy, the only piano that i would like....because is simply how you see it, because you must not to became crazy with all that controls, brush against the easy touch screen and the controls too, yes, don't push me please!

35 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Hi,

If you want you can lend your asshole to a very affordable prize. It just takes only little time in your day, but it's really worthy. and if you don't like, you can just lend it back.

Assholes Galleries Inc., Texas.
Image the FREEDOM!!

PS: parlando di cose serie ma l'hai fatto proprio tu questo? é proprio bello! quando è chiuso sembra un quadro di Bruno Munari (lo so che ti rompo le palle quando ci trovo sempre delle somiglianze a chicchessia/chiccheccosa, ma se no ti scrivo 'bello! Sembra un quadro di Mondrian!'

Così va meglio?


Consider yourself

1:17 PM

 
Blogger Alberto Eusebi said...

si, si ci può stare il buon vecchio caro bruno, meglio del cattivo giovane economico piet...
pensa che questa è la mia opera migliore e l'ho sprecata per un esame che non la vuole, il tema era quello di ideare qualcosa di facilmente trasportabile, ti sembra facilmente trasportabile? Eppure credo che in commercio non esista una pianola così bella pulita e poco confusionaria, non è forse meglio di quelle attuali della korg con 856 milioni di pulsanti della quale, un essere umano medio, ne conosce 2? (power e volume). è una vergogna, se mi danno meno di 28 lo fabbrico by myself di piombo e amianto e glielo tiro nella schiena così se proprio vogliono qualcosa di trasportabile avranno una bella barella del 118.

2:42 PM

 
Anonymous Anonimo said...

ahahah

2:48 PM

 
Anonymous Anonimo said...

chi ha visto la nuova ferrari scaglietti prototipo di giugiaro?l ha disegnata in 15 minuti... poirco tio...

comunque gaetano pesce vincerà. la sua critica fondamentale è sulla serialità dei pezzi. Perchè devono essere tutti uguali? così dopo la poltrona-donna(che non mi ricordo come cazzo si chiama) ecco le sedie colorate secondo i gusti del designer, o meglio dell'artista, bisognerebbe dire. Anche Tom Dixon, e altri hanno sentito l'esigenza di essere più liberi:la sua macchina plastificatrice che in pochi attimi crea qualsiasi forma è impressionante quanto episodica, però. Qui si va 2° me verso il cuore della cosa: il designer è un progettatore a cui è permesso mettere in discussione cosa? Le forme e le funzionalità, o anche i processi lavorativi?Perchè così cambia tutto. Secondo me certi designer molto dotati esteticamente e intellettualmente (e di solito tra i più in ombra tra i grandi nomi)vengono visti come pericolosi 'guastatori' da incensare, ma anche da circoscrivere al massimo.

2:08 PM

 
Blogger Alberto Eusebi said...

caro omiciuoli hai colto nel segno, quello che mi è stato sempre criticato qui al centro sperimentale di design è la troppa creatività, la troppa cratività capisci? pensi che quelli che vedi qui fuori siano i miei progetti iniziali? forse gli assomigliano lontanamente, ad esempio sai come volevo far chiudere il mio piano? col calore, pensa che c'è un tipo di metallo che riscaldato torna alla posizione originale, solo che mi è stato imposto (loro dicono ingegnerizzato) di non farlo perche l'impianto sarebbe costato troppo, e a me che cazzo mi frega? se non oso adesso quando potrò più farlo? se lo avesse fatto quella facciona da cazzo di philippe stark sarebbe stata l'invenzione del secolo ad un costo 10 volte superiore a quello di costruzione. I processi lavorativi dunque non sono in discussione, anzi, dobbiamo cercare di restringere la scelta di quelli da utilizzare a quelli più semplici e meno costosi, mischiati a fare un oggetto non troppo creativo = spesso e volentieri oggetti molto simili tra loro.....detto questo posso dichiarare di essere molto soddisfatto di quello che sono riuscito a fare fino adesso

3:43 PM

 
Anonymous Anonimo said...

certo certo il tuo progetto funziona, è bello e unisce risparmio di spazio con possibilità d'uso diverse, a ingegneria avrebbero detto che hai fatto un progetto 'polivalente' non 'polifunzionale'. Il tuo è polivalente perchè rimane più o meno inalterato l'ingombro: si suona ma poi si richiude, ma il compact può essere poi usato come mobiletto con cavità varie per libri etc...ma senza che tutto sia contemporaneamente e inutilmente aperto. Sul fatto che non ti permettono di esprimerti sai meglio di me cosa c'è dietro: i costi. Ciò che è bello di solito costicchia + che lo standard normale e liscio... la libertà si conquista: il successo può aprirti, non senza rischi, a liberarti di quello che ti ha permesso di farti conoscere. Anche per me è lo stesso: se dovessi campare solo di quello che disegno e dipingo. L'individualità è riconosciuta dopo che hai dato prova di essere stato capace di far guadagnare soldi a qualcuno. E poi non mi dire che questa è una società libera...

4:10 PM

 
Blogger Alberto Eusebi said...

infatti il mio piano per il successo e di far arricchire qualcuno con oggetti che piacciono a lui e alla povera plebe, arricchendomi di conseguenza, fino a poi però mandarlo a praria (lui) con la mia opera più libera (e invendibile) sul quale lui punterà tutto perchè mi CHIAMERO' alberto eusebi. Se questa opera invece lo arricchirà ulteriormente aprirò un baretto sulle spiagge di rio mandando a fare in culo il design. (in realtà non vedo l'ora che arrivi la parte del baretto)

4:18 PM

 
Anonymous Anonimo said...

vai a vedere cosa pensa giugiarro di libertà creativa ... su repubblica di oggi

http://www.repubblica.it/2005/j/motori/ottobre05/intervistagiug/intervistagiug.html

4:37 PM

 
Anonymous Anonimo said...

oggi è domenica???

6:08 PM

 
Blogger Alberto Eusebi said...

"All'inizio nessuno seguiva troppo lo stile, le auto avevano un'estetica ingegneristica. Poi è venuto fuori l'esteta che si allenava a dialogare con il suo capo. Che è un ingegnere. Il periodo ingegneristico non illuminato arriva fino agli anni Sessanta. Poi si arrivò alla specializzazione dei capi dei centri stile, ai capi del marketing, che vanno a grattare il potere degli ingegneri. Il mondo dagli anni Settanta si divide invece in chi fa lo stile, in chi fa la progettazione e in chi deve decidere tutto"........."Il fatto è che oggi nelle grandi aziende ci sono troppe persone, che ti chiedono perché questo è così, e perché quello è in quest'altro modo. Cosa volete che vi dica, il disegno a certi livelli è musica, non posso spiegarti una sensazione. Fra l'altro tutti chiedono tutto. Anche i grandi personaggi e i generali d'industria che ormai si occupano soprattutto d'estetica. Alla fine tutti ci vogliono mettere il naso"........i tecnici misurano tutto. E se trovano un angolo strano, diverso, subito chiedono modifiche"........l'ho fatta come piace a me: con le ruote un po' fuori e una carrozzeria aderente. Qui io non avevo nessun cliente se non me stesso".......(quest'ultima parte è il sogno di ogni designer)

Giorgetto Giugiaro

11:58 AM

 
Anonymous Anonimo said...

I think you have done a good job, Red. I mean the site is interesting, the deisgns are captivating but the name of the site is a little off-putting. Perhaps you should call it 'Shit Head Heaven'? j

12:05 PM

 
Blogger Alberto Eusebi said...

non so, cambiare nome ad un blog così famoso può essere pericoloso, potrei cancellare la mia immagine vincente....non so

12:10 PM

 
Anonymous Anonimo said...

salve oggi sono un po' triste e tanto incazzato perchè non posso più aggiornare il mio blog... me ne lavo le mani sono otto giorni che provo 3-4 volte ogni giorno ma non c'è verso... caro Red le dico arrivederci e non si preoccupi che qualche post del sottoscritto a desaignfucktory lo troverà sempre. Hola

6:32 PM

 
Blogger Alberto Eusebi said...

nooooooooooooooooooo

9:14 AM

 
Anonymous Anonimo said...

e infatti hai ragione... puttana madonna sto stronzo si è deciso a ripartire!!!!!!!!!!!!!! ti aspetto su 'thecolorsofresistanz' sempre su questo canale

6:13 PM

 
Anonymous Anonimo said...

allora stavo dicendo dal mio loft: 'design or not design'

Design. De-sign? DE-segnare, cioè togliere il segno che identifica qualcosa rendendola più anonima e spendibile? Può esserlo. Va bè ‘design’ deriva dall'inglese, ma questa etimologia inventata è più utile per capire i limiti. C’è a monte l’omissione di coraggio dei designer, l’hai detto pure tu. Gli artisti di oggi sono dei cani sciolti che abbaiano splendide poesie – se sono bravi – alla notte. I designer raramente hanno questa tremenda e inquietante libertà; sono più ‘rinascimentali’ degli artisti stessi (nel senso di essere legati a qlcn che ti commissiona qlcs e ti paga il servizio, non l’opera). Altro aspetto. Le Corbusier diceva che ‘l'architetto è la madre del progetto, il committente il padre'; questo vuol dire che per essere dei buoni designer bisogna essere fortunati anche nel trovare datori di lavoro(aggiungo che anche quest’ultima è solo in parte una fortuna, anche se è la parte maggiore). Fratello maggiore del designer è l’architetto, il demiurgo di una civiltà che credeva nell’azione razionale e ragionevole dell’uomo, a cui era delegato lo sfizio piacevole di creare piccoli accorgimenti quotidiani … F.L Wright perfezionò la saldatura a caldo delle vetrate, creando bellissimi mobili vetrate e suppellettili, Alvar Aalto fuori Finlandia era più un designer che un architetto, Franchino Gehry se vuoi con le sue sedie di compensato compresso… ora si è quasi ribaltato tutto. E’ l’ora dei designers-architetti-a-tempo-perso: philippe stark, mark newson ha progettato un jet, sottsass, mendini….
E’ curioso che abbia mente molti più architetti-designer che artisti-designer. Se così stanno le cose, caro Alberto, siamo abbastanza distanti noi due. Non spiritualmente voglio dire, da come ho capito questi giorni sul tuo blog, ma come storia che ci sta alle spalle.

Allora, lo vogliamo liberare 'sto designer che sta in noi? Lo vogliamo fare più partecipe del cambiamento della società o lo vogliamo relegare al suo autocad di commiserazione stilistica?

Parlo ovviamente in generale. Tu hai le idee ben chiare, ma molti altri non credo

8:49 PM

 
Blogger Alberto Eusebi said...

design, de-sign, potrebbe anche stare per de firmare, rendere le cose sempre più simili tra loro a causa di una società committente sempre più taccagna e funzionalista togliendo così l'impronta artistica caratterizzante che un designer tanto sogna, uno si sforza per cercare una cosa nuova, un trtto innovativo, anche se questo fosse solo grafico, perchè toglierlo? perchè se una cosa e funzionale devi togliere cio che la rende anche esteticamente gradevole? (ormai bello oltre che essere soggettivo è anche scomparso nel mondo del design, al massimo troviamo aggettivi come carino, funzionale e in tinta)tutto ciò che è in più su un oggetto bisogna toglierlo, e cosa rimane? un oggetto amorfo, uguale a tutti gli altri. Tu dici bene....liberare il designer che è in noi, come si fa? sfortunatamente non è una libera scelta liberare il design, ma la scelta di chi ti commissiona come sempre, è la scelta degli ingegneri, se fosse per me il design sarebbe una voce prorompente tra il funzionale e l'estetico, il punto esclamativo nero alla fine della frase: autocad non lo so usare!.....si perchè non è vero che si parte dal 2D, nessuno, come puoi far funzionare un oggetto se lo vedi una vista per volta? come puoi ingegnerizzare un oggetto su carta se non sai com'è di scorcio? vorrei trovare un imbecille come me che mi dicesse sempre: si, si può fare. Anche se non è vero, dovrebbe essere più divertente anche per lui trovare una soluzione a qualcosa che SI CREDE impossibile, perchè ormai non c'è più nulla di impossibile, è strano come nel corso del tempo la parola impossibile, una volta legata ai sogni di un uomo, oggi sia invece legata al denaro....tu dirai:si ma poi dal denaro si passa ai sogni. NO, il denaro è il fine ultimo. I sogni sono passati in secondo piano, anche in terzo o quarto.....

caro ingegnere in lettere,se mai insegnerai qualcosa a qualche rigazzino sognatore spero che tu abbia l'accortezza di spronarlo verso ciò che è socialmente più sbagliato e vedrai che andrà sempre bene.....

non sapendo quale altro consiglio di vita darti, ti saluto designerosamente sperando di rileggerti presto su questi schermi....

2:32 PM

 
Anonymous Anonimo said...

Caro desaigneroso lettore

la libertà è dura da conquistare. Ci vogliono anni, bisognerà ingoiare rospi e prendere sonori calci nelle palle prima che qualcuno verrà a cercarci per sapere che pensiamo noi di qualsivogliacosa essi pensino che sia divertente far sapere in giro noi pensiamo...

Secondo il mio modesto punto di vista sono d'accordo con te, però non arriverei a sputtanare il Bauhaus come si tende a fare. E' stato il Bauhaus il primo a voler unire l'industriale all'artistico-artigianale, e se il risultato è quello che è non è colpa di quel periodo, anzi, molti pericoli segnalati nel Bauhaus sono ora realtà. Molti ora sputano sul Bauhaus, lo vedono come l'inizio della fine di ogni fantasia... non è vero... gli intenti erano molto più che nobili, le menti assai feconde. Gropius, Moholy-Nagy, pensa a Klee, una mente sensibilissima ad ogni libertà negata, che ci insegnò per 10 anni e capirai che l'idea di base, il vero tesoro di quella scuola è stato mercanteggiato nel corso del tempo. Almeno si conceda la buonafede intellettuale. E' come dare a Le Corbusier la colpa perchè oggigiorno costruiscono solo case a schiera. Il bauhaus voleva cancellare la povertà culturale dell'industria europea del tempo (la povertà lavorativa delle persone, del gusto, ma anche dell'estetica ripugnante di capannoni sterminati decorati come fioriere secondo un defunto stile art nuveau) nella speranza di creare una nuova possibilità di 'bello' senza caricature, nel miraggio di una nuova utopia.

Quell'utopia sì che è morta.
Però non bisogna demordere, anche se la tentazione è forte.

(to be continued...)

8:11 PM

 
Blogger Alberto Eusebi said...

ah no no! no no! io non sputtano assolutamente la bauhaus, non è la fine di ogni fantasia, assolutamente, la bau bau era fatta di menti eccelse con, come hai detto tu, intezioni più che nobili, se una di queste menti vedesse cos'è il design oggi farebbe in modo di tornare indietro nel tempo, cercare una cura per l'immortalità e insegnare le loro idee all'infinito tanto si capisce che appena si smette la gente cercherà di industrializzare, economizzare, ingegnerizzare, funzionalizzare, ogni sorta di prodotto. secondo te perchè va di moda il minimalismo, credi che sia una libera scelta di un designer il minimalismo? no, è stato creato involontariamente da committanti e ingegneri i quali in questo modo hanno molto meno lavoro da fare e molto meno tempo per dannarsi l'anima a cercare soluzioni varie ed eventuali.Io non lo so se quando saro famoso 1000, mi ricrederò, perchè forse c'è qualcosa sotto che noi non vediamo, forse alla base di tutto c'è l'ingordigia, la fame sempre maggiore di soldi e successo, una fame insaziabile, per la quale faresti di tutto, anche andare contro i tuoi principi, andando incontro a chi prima andavi contro...non lo so.

tu lo sai? se si fammelo sapere perchè è una cosa che mi interessa.

"Il corso forma progettisti tecnici e creativi di prodotto nell'ambito della produzione innovativa per l'impresa e la ricerca della qualità industriale"
Questo è quello che sta scritto nel sito della mia scuola sotto la voce: Industrial design. Volevo solo commentere la parte dove parla della produzione innovativa per l'impresa, io non credo neppure che esista la produzione innovativa per l'impresa, esiste semmai un'impresa che ti dice cosa vuole, come lo vuole, quanti soldi hai per realizzarlo, il tempo che hai per progettarlo. Ecco quando 10 studenti si mettono a fare dei bozzetti per i cazzi loro ancora qualcosa viene fuori perchè fortunatamente (un'azienda o un mio professore direbbe sfortunatamente) non sono ancora entrati nella mentalità (loro dicono così ma non si sa mentalità di chi o di cosa, di un designer no di certo), poi quando le mani appiccicose del professore si mettono all'opera durante una revisione (termine che se lo cerchi nel vocabolario della scuola mia trovi: Imposizione del volere, incontro tra alunno pagante 3400€ e un pirla dove il secondo dice esattamente all'alunno quello che deve cambiare senza ammettere replica. spesso capita che nella revisione successiva il suddetto pirla decida immotivatamente di cambiare idea e di dare la colpa allo studente dei suoi stessi cambiamenti.) le 10 opere originali PUFF scompaiono per fre spazioa 10 oggetti non identici, ma simili, che messi su uno scaffale in mezzo ad altri sarebbero dimenticati ancor prima che visti.

dal vangelo secondo alberto 15,18.

3:37 PM

 
Anonymous Anonimo said...

che cosa possa dirti io non lo so... a ingegneria dove queste cose non sono assolutamente prese per distorsioni e ingiustizie, ma come pane quotidiano ho avuto anche la possibilità di conoscere menti veramente aperte, tra i professori... prendi il mio prof di urbanistica... redattore del PRG di Venezia e consulente per quello di Dusseldorf(o come cippa si scriva..) discutemmo il mio esame sulla città di Detroit da un punto di vista culturale e ricreativo ... ad un altro chiese di parlare dei testi di Eminem da un punto di vista della città, dei racconti, delle difficoltà, della droga(Em è di detroit).. un altro su SUPERWOOBINDA di Niccolò Ammaniti, una tipa discotecara parlò di 'luoghi di aggregazione giovanile e nuove piazze metropolitane' partendo da Claudio Coccoluto...

il fatto è che la tua è una scuola legata all'aziendale. tu ora stai imparando a galleggiare nel tuo lavoro, poi dovrai lottare, magari fuggendo da qualche parte, è inevitabile, non credo che sia lì che troverai la tua bauhaus ... ma se magari ti aggancerai a studi veramente coraggiosi, o se magari ti associerai con qualche altro tuo collega di identiche vedute sarà più facile, io punterei molto sull' idea di team
Permettimi una tirata: e' per questo che bisogna tutelare l'idea di una scuola statale.la statalità non serve a nient'altro che a garantire la possibilità di insegnare seguendo tutte le idee che si ritenga opportune, senza alcuna censura a monte; non è poco, anche se è sempre più difficile farlo

piccola postilla. bisogna sempre dividere il cuore del carciofo dalle foglie che non si possono mangiare.
Così anche per il minimalismo. Dopo un certo periodo, finita la vera sensibilità dei suoi primi artefici, comincia a puzzare.
Ma è così anche per 'barocchismo'. Pensa a Gehry. Fa dappertutto le stesse cose, anche se con un virtuosismo incredibile. Ma non è elastico. Lo dice pure lui, di essere un artista e non un architetto. Bontà sua.

6:31 PM

 
Blogger Alberto Eusebi said...

la tua tirata sulla scuola statale è giusta ma è sbagliata, perchè in una scuola dove pago mille mila euro cent devo essere privato delle mie idee? perchè non posso essere libero come, o anche di più, in una scuola statale?

stavo pensando che, per fare lo sborone, ho dato il mio indirizzo a tutti i miei professori: io c'ho il sito internet, andatelo a vedere, wow....

forse è meglio che faccio basta. prossimo tema: le gioie di lavorare sotto padrone......

1)si può.....tipo....
2)si è....meno responsabilità....
3).......ehm

inizia tu.

11:44 AM

 
Anonymous Anonimo said...

intanto fatti 2 risate sulle nuove barzellette su Lapo che ho inzeritto

2:32 PM

 
Anonymous Anonimo said...

Tu paghi mille euro mille per esercitare la tua libertà creativa solo nel migliore dei mondi possibili. In questo mondo, invece, paghi per essere ammesso ad un gioco di società che si chiama 'mondo del designer industriale' dove tra qualche anno riscuoterai, se segui le regole, quello che hai investito. La libertà costa, e si pensa in giro che non serva.

(All'attenzione di eventuali Professori di Design:
L'autore di questo pensiero NON E' l'alunno Alberto Eusebi)

2:38 PM

 
Anonymous Anonimo said...

Caro Alberto sei davvero forte...
Un ragazzo con un grande taleno e grandi potenzialità.
Non sopprimere per nessuna ragione al mondo il tuo estro creativo,
Penso che all'estero avrai + successo.
Continua così..

10:12 AM

 
Blogger Alberto Eusebi said...

non posso fare altro che darti ragione e ringraziarti

5:19 PM

 
Anonymous Anonimo said...

chi è sta demya?

uhm albeè, io coglierei al volo l'occasione.... capisciammè...

11:13 PM

 
Blogger Alberto Eusebi said...

è un bel ragazzone che lavora a roma, non cosa significa capisciammè ma se capisciammè sta per quello che capiscio io la cosa mi sembra che ci sia benn poco da capiscere.....

9:20 AM

 
Anonymous Anonimo said...

credevo tipo demya moore...


albé senti una cosa: ho bisogno che tu mi faccia un paio di posterz di presentazione di una mia mostriciattola a Fano, basta solo un paio di copie grandi al plotter, e una quarantina di stampe in foglio A4 dello stesso in piccolo. si può fare?

per il disturbo arrecatoti il sottoscritto Omiciuof(x)=yli ti farà dono di un suo quadretto 30 x 35 già incorniciato ed esposto alla suddetta personale

1:49 PM

 
Anonymous Anonimo said...

dimenticavo di dirti che i posters sono già pronti basta solo stamparli

1:50 PM

 
Blogger Alberto Eusebi said...

guarda, io ne sarei onorato, ma tu cradi che il mio papone sarà contento di vedersene andare litri e litri di inchiostro e m2 m2 di carta per un quadretto 30x35, ho delle perplessità a riguardo, io posso proporre poi semmai si potrebbe sostituire il suddetto quadro con una trentina di euri, se non una quarantina.........

2:18 PM

 
Anonymous Anonimo said...

facciamo così e guarda che così ci perdo io: i 2 posters su carta plasticata o cazzate varie diventano UNO solo... i fogli stampati con la laser diventano 20 e gli altri li faccio io con la mia a casa... e il quadro 30 x 35 rimane (e non siamo tanto distanti alla trentina di euri, visto che ce ne ho messi 25 ciascuno x quelli.
what d'you say bout this, man?

2:20 PM

 
Blogger Alberto Eusebi said...

no davvero, devo chiedere.....tu quando pensi di morire? no perchè altrimenti la faccenda del quadro diverrebbe di colpo più interessante......io cosa ti devo dire? che cazzo mi frega a me, non la pago io la robba per la stampante, però secondo me dovresti fare così: vendi quel quadro a qualcuno dicendogli che hai un male incurabile e poi con i soldi che hai fatto ti ci paghi le stampe. adesso stasera chiedo dai

2:28 PM

 
Anonymous Anonimo said...

uhm, devo chiedere al mio medico...

ma stampare un poster 60 x 80 costa un mutuo?

2:33 PM

 
Anonymous Anonimo said...

molto intiresno, grazie

3:58 PM

 
Blogger Alberto said...

grazie, chi sei anonimo?

4:53 PM

 

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